Visualizzazione post con etichetta Butterfly. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Butterfly. Mostra tutti i post

venerdì 18 luglio 2008

FAQ: che differenza c'è tra la farfalla e il delfino

Ed ecco subito la prima curiosità che spesso ho sentito echeggiare tra le pareti rumorose di molte piscine...
La risposta a questa domanda la potete trovare rileggendo i vari capitoli tecnici e evolutivi dei vari stili ma per chi avesse poco tempo faccio io un breve sunto:

La farfalla deriva dalla rana. Nel 1926 i regolamenti tecnici della rana non specificavano i limiti della bracciata ed il tedesco Erich Rademacher nuota recuperando le braccia fuori dall’acqua, come per effettuare una doppia bracciata a crawl.
Si capisce da subito che i due stili vanno divisi (anche se la separazione ufficiale avverrà praticamente 25 anni più tardi)
Ed è da qui che nascerà la farfalla: praticamente una doppia bracciata crawl e le gambe rana.
Ed anche in campo internazionale lentamente si inizierà a gareggiare in questo stile (butterfly).
Negli anni a seguire la tecnica si perfeziona e un certo Jack Sieg inserisce il colpo di gambe “a coda di pesce”: nasce da qui il delfino.
Qualche anno più tardi verrà approvata la tecnica a "coda di pesce" ma la denominazione "farfalla" rimarrà ad indicare questo tipo di gare.
Quindi ormai i due termini sono diventati sinonimi.
Nulla vieta però agli amatori o agli istruttori di nuotare e far nuotare braccia delfino e gambe rana.
Ricordandosi però che la gambata rana non è più ammessa nelle gare "ufficiali" ed anche solo un eventuale accenno provocherà la squalifica dell'atleta.

Buonanuotata

mercoledì 2 luglio 2008

La Farfalla (Butterfly)

La farfalla: lo stile più duro?
La farfalla chiamata anche delfino, è un culto: impressiona e incute rispetto, fa un pò paura, sembra inaccessibile al nuotatore debuttante e fuori portata al nuotatore medio, anche se si ritiene padrone di stili quale la rana o il crawl.
Bisogna far cadere dei pregiudizi? insinuare un dubbio nelle certezze? Chiarirli a priori? Si mi sforzo ed affermo: La farfalla non è lo stile più difficile da nuotare: potete rendervene conto se avete letto i precedenti capitoli di questa sezione tecnica.
Precisiamo ora, prima di entrare nel vivo dell'argomento: lo stile a farfalla non è particolarmente difficile da nuotare tecnicamente, ma è certamente lo stile più atletico, cioè che richiede il maggior sforzo e tono muscolare, con l'aggiunta di una grande fluidità e sincronismo perfetto.
Per me, la tecnica della rana è ben più difficile e complessa da imparare, anche se gode di una reputazione di uno stile "facile", o per debuttanti, anche se la si impara per prima in molti corsi di nuoto.
E' sbagliato procedere così? no, ma evidenziamo bene la differenza tra la tecnica di base , questione di nuotarla correttamente in allenamento ed ad andatura ridotta, e la tecnica di punta di uno stile, quella che permette di accelerare, di ottimizzare il minimo movimento, di affinare la posizione, di migliorare la respirazione, di economizzare il proprio capitale muscolare e respiratorio, in breve di rubare secondi al cronometro.
Simmetria, trazione e spinta
Lo sapete, la farfalla è uno stile simmetrico: la parte destra e la parte sinistra del corpo effettuano gli stessi movimenti, in simmetria in rapporto all'asse centrale del corpo (nel senso della lunghezza).
L'ampiezza del movimento delle braccia, sul davanti e sul didietro, è simile al crawl: ci sarà dunque una fase di trazione (dall'inizio del movimento fino all'altezza delle spalle, ed anche prima come vedremo più avanti) ed una fase di spinta (dalle spalle fino al termine del movimento).
Vedremo dopo che contrariamente agli altri stili, il punto di passaggio dalla trazione alla spinta è, nella farfalla, sfalzata più in alto (avanti) delle spalle.
I movimenti delle braccia
Sapete disegnare il buco di una serratura? se si, questo vi aiuterà a visualizzare mentalmente il movimento delle braccia. se no, trovate la prima serratura "all'antica", ed osservatela.
Le mani iniziano il movimento a braccia tese, davanti all'allineamento delle spalle. da questo istante, le mani sono orientate, grazie ai polsi, verso l'esterno del movimento: è la fase della presa d'appoggio.
La presa d'appoggio consiste in un piccolo movimento di apertura e circolare: dà l'equilibrio necessario, sostiene il galleggiamento della parte alta del corpo e prepara alla fase seguente.
Vediamo di profilo, sotto la superficie, come avviene la prima fase del movimento: si vede bene la prima parte del movimento, le mani che ritornano al centro, poi che iniziano la fase di spinta.
La posizione delle mani
L'orientamento delle mani in rapporto all'asse dell'avambraccio ha la sua importanza: la prima fase della trazione viene effettuata con le mani aperte, orientate verso l'esterno per favorire la presa d'appoggio. Durante la seconda fase, le mani si orientano nel prolungamento degli avambracci.
Cosa fanno le gambe?
Esse sono unite l'una contro l'altra ed ondeggiano.
Diversamente al crawl, il movimento di ondulazione non iniziano unicamente all'altezza delle anche, ma inizia a livello delle spalle, trasmesso al bacino ed amplificate dalle gambe.Il meccanismo di propulsione delle gambe nella farfalla è la stessa del crawl: una sola gamba alla volta lavora, quella che scende: l'altra risale per effetto d'inerzia. nella farfalla, poiché le gambe sono unite, lavorano entrambe nella fase di discesa (si dice che il movimento di stiramento amplificato dall'alto in basso è propulsivo).
L'ampiezza di tale movimento non è enorme: non è il caso di sforzarsi a salire e scendere i piedi con forza; si ricorda è l'amplificazione del movimento di ondulazione del corpo.
La farfalla è uno stile di ondulazione come abbiamo detto; è uno stile atletico e quindi il ciclo respiratorio non è dei più semplici. E' sopratutto uno stile che deve essere nuotato con "feeling", in scivolata; nuotare a farfalla unicamente di forza funziona solo per poco, certamente non su lunghe distanze.Sincronizzazione braccia / gambe
La farfalla comporta teoricamente due cicli di gambe (ondulazioni) per movimento di braccia; cioè:
una ondulazione gambe all'inizio del movimento, braccia allungate davanti. Questa ondulazione è principalmente propulsiva.
una ondulazione alla fine della fase di spinta delle braccia. questa ondulazione aiuta il sollevamento della testa e delle spalle per l'ispirazione.
Come respirare ?
Lo sappiamo, la respirazione nella farfalla non è un gioco, ma soprattutto una questione di sincronismo, di ritmo e di fluidità...
La fase di spinta delle braccia deve essere potente; essa permette non solo di avanzare, ma anche di sollevare a sufficienza la testa e le spalle per permettere l'ispirazione. Se non c'è potenza o è insufficiente, il resto non può funzionare.
La fase di ispirazione è corto; questa deve essere potente (si ispira molta aria in poco tempo). Termina quando le braccia hanno concluso la fase di ritorno in aria, e rientrano in acqua per la fase successiva.
Ben inteso, durante questa breve fase, non si fà che ispirare: la totalità dell'aria è stata espirata durante il resto del movimento, quando la testa era in acqua.
La testa che si era raddrizzata per ispirare, si posiziona verso l'avanti (si riabbassa).
La respirazione a farfalla può effettuarsi ogni ciclo (ad ogni passaggio di braccia), o ogni due cicli. Si possono riscontrare anche dei cicli "2 su 3", cioè si respira per due cicli, poi non si respira durante il terzo ciclo, ecc....
Quando ci si ferma ?
Stessa riflessione fatta a rana: i cicli non si susseguono senza osservare un tempo d'arresto, anche rapido, entro ogni movimento completo di braccia.
Questo tempo d'attesa, braccia in avanti, permette alla prima ondulazione di avere luogo e di essere efficace nella sua propulsione, il tutto decontraendo le braccia.

martedì 17 giugno 2008

evoluzione FARFALLA (Butterfly)

1926: Erich Rademacher nuota una gara a rana recuperando con le braccia fuori dall’acqua
1933: Myers 3x50 mista a rana con le braccia fuori
1934: David Ambruster mette a punto la tecnica della bracciata
1935: Jack Sieg inserisce il colpo di gambe “a coda di pesce”: 1.00.2 100 yards.
1950: Approvata la tecnica a “coda di pesce”
1951: 200 farfalla ai Camp. Nazionali
1953: Sancita la divisione tra rana e farfalla
1991: M.Stewart record del mondo con respirazione laterale
1995: Pankratov record del mondo nuotata subacquea
1997: M.Hayman nuotata subacquea sul fianco
1998: Riduzione a 15 metri subacquei

Buonanuotata