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domenica 29 giugno 2008

La Respirazione

Respiriamo, respiriamo...
Galleggiare ed avanzare è magnifico, ma se non respirate (o lo fate male), non andrete molto lontano...
Io faccio sempre quest'esempio: "provate ad andare a correre trattenendo il fiato!"
La respirazione è la terza nozione fondamentale, e non la più semplice, poiché deve sincronizzarsi perfettamente con le altre due:
la sfida è respirare:
- senza alterare il galleggiamento
- senza diminuire l'energia di propulsione
- in sincronia con i movimenti del nuoto considerato.
Nel nuoto si respira normalmente con la bocca ed il naso (salvo quando si porta un ferma naso o per altri motivi).
(nda. Prediligete comunque la respirazione con la bocca)
L'ispirazione è sempre più breve ma più potente dell'espirazione.
Ricordiamoci che la posizione della testa gioca un ruolo fondamentale (per i più pignoli, anche la posizione della bocca).
Nei nuotatori debuttanti, la padronanza della respirazione è uno dei primi elementi da affrontare, prima ancora di perfezionare i movimenti delle braccia o delle gambe.
Quando si insegna a qualcuno che si può respirare "nell'acqua", questo si meraviglia. In effetti, respirare nell'acqua, nel nuoto, significa imparare a ispirare al di sotto della superficie, ed a espirare sott'acqua, in modo fluido (molto vicino ad una respirazione naturale e non a scatti), cadenzato (per imparare a sincronizzarla) e ottimizzato (nuotare consumando la minore energia possibile).
Come in tutti gli sport, l'allenamento apporta una maggiore capacità respiratoria: si può allora utilizzare una maggior parte delle capacità d'aria dei polmoni. L'allenamento porta anche un lavoro cardiaco; i due funzionano insieme, poiché respirare vuol dire far lavorare il proprio cuore.
Anche qui, le tecniche di respirazione variano tra uno stile e l'altro (la respirazione di un nuoto ventrale, non è lo stesso di un nuoto dorsale, quella di un nuoto simmetrico differisce da quella di un nuoto asimmetrico, ecc..).
Vedere per maggior precisione i capitoli tecnici dei quattro stili.

Buonanuotata

Galleggiare

Un corpo galleggia se la sua superficie esposta direttamente all'acqua è sufficiente in rapporto al suo peso.
Ben inteso, questo è schematizzato (i maniaci della cono-scienza li rimando al Principio_di_Archimede), poiché il secondo parametro che entra in gioco è la costituzione stessa del corpo. Certamente il corpo umano è pesante, ma è costituito da cavità, d'aria (polmoni,ecc..), che lo portano a galleggiare con sicurezza.
Tutti i corpi galleggiano! (senza vestiti beninteso).
Aiuteremo il galleggiamento con un allungo massimo sulla superficie dell'acqua.
Molti principianti mi hanno detto:" io sono grasso, peso di più quindi vado a fondo"
Io molto delicatamente ho cercato di spiegare il succitato principio d'Archimede... ho provato a far capire che le cellule adipose sono meno pesanti delle cellule muscolari... ho impostato una lezione di chimica organica sul peso specifico del suddetto adipe in raffronto alla leggerezza della molecola d'acqua... vedi l'olio che galleggia...
ma qui posso anche evitare le parafrasi:
I ciccioni galleggiano -se possibile- di più dei magri! (però vestitevi mi raccomando!)
(nda. altro discorso naturalmente è "andare più veloce"!)

Orbene, acquisito il fatto che il galleggiamento è certo, due cose ci preoccuperanno:
1) Sapendo che un corpo che galleggia è un corpo che non affonda, a quale distanza dalla superficie bisogna galleggiare? Bisogna esserne il più vicino possibile.
Una cosa che già dovreste aver rilevato: quando un corpo è allungato sull'acqua, la parte alta (il tronco) galleggia meglio della parte bassa (le gambe). La parte più pesante è costituita dalla testa.
2) La posizione nella quale galleggia il corpo deve permettere la respirazione (la questione è affrontata più avanti).
Sapendo che la testa (più pesante) deve sollevarsi per respirare, sorveglieremo in modo particolare la posizione ed i movimenti della testa.
Sapendo che le gambe sono più pesanti del tronco, una parte della potenza di propulsione, sarà utilizzata per aiutarne il galleggiamento.

Buonanuotata

martedì 17 giugno 2008

tutto inziò con la rana

come avrete intuito il "primo" stile "europeo" fu la rana o almeno una cosa che ci somigliava, poi dorso e stile ed infine la farfalla, nata proprio dalla rana (anche se molti istruttori non ci credono:-)

Buonanuotata

evoluzione nuotate

Molti pensano che il nuoto sia nato già così come lo conosciamo oggi, che siano sempre esistite le 4 nuotate "classike", che si sia sempre virato in un certo modo, che ci sia sempre tuffati in un altro.....
non è così.
Chi ha nuotato a livello agonistico (avendo cura cioè dei "particolari") già solo 15/20 anni fa sa com'è cambiato il modo di nuotare rispetto ad oggi.
Il nuoto ha avuto una sua evoluzione....e continuerà ad evolversi.
Io non ho intenzione di annoiarvi scrivendovi tutti i regolamenti tecnici delle nuotate (li trovate sui siti della FIN credo), piuttosto che tutti i vari tentativi di migliorare la velocità escogitando "trucchetti" o aggiramenti delle norme suddette, ma so che c'è gente curiosa, assetata di conoscienza (come me) che vorrebbe sapere tutto (non so, forse per avere argomenti per baccagliare la sera in discoteca) e quindi vi snocciolerò delle brevi e simpatiche crono-evoluzioni dei vari stili.
gli allenatori si divertono sempre a massacrare i propri allievi con tentativi di tutti i tipi :-)
buonanuotata
ps. io ho nuotato per esempio nel periodo in cui la virata dorso è cambiata (prima non si poteva abbandonare la posizione sul dorso fin quando non si toccava il bordo con la mano, oggi si può fare la "virata-stilelibero" -per intenderci) e mi ricordo quanto l'allenatore torturasse i poveri dorsisti con esercizi per fargli "entrare" la nuova virata
pps. per fortuna ero ranista :-)

domenica 15 giugno 2008

seguite la linea nera sul fondo

Da qui in giù (tutto il 15giugno) sarebbe più sensato leggere dalla fine (che poi è l'inizio):
da "antefatto" ad "indicazioni per l'uso":
seguendo cioè la cronologia esatta
buonanuotata

indicazioni per l'uso

il sito lo imposterò come segue:
all'inzio brevi cenni storici sugli stili, poi le tecniche delle varie nuotate e infine qualche allenamento.
Non abbiate fretta però; piano piano metterò sul piatto (o sul piano vasca) tutto quello che penso potrà esservi utile sapere.
Piano piano.
Anche quando nuotavo ero un "fondista".
Si narra e ci si prende ancora gioco di me per una gara di fondo in cui se non si fossero messi ad urlare dagli spalti di fermarmi (con gente che mi rincorreva sul bordo vasca) io sarei ancora li (bradiposamente) a nuotare :-p
si accettano naturalmente consigli, suggerimenti e pizzini
buonanuotata

scuse

so che mi odieranno tutti i "formatori" che per divulgare le informazioni che sto per postare si fanno pagare, ma a loro può consolare il fatto che è sempre meglio un discreto allenatore che 1000 ottimi libri sulla materia.
Quindi questo sito non vuole sostituirsi a nessun allenatore o formatore di allenatori in carne ed ossa ma anzi incentivare la pratica di questo sport meraviglioso e consigliare "l'uso di personale altamente qualificato".
buonanuotata

ringraziamenti

E' già da ora, quindi che ringrazio tutti coloro che avranno la pazienza di seguirmi (in gergo: mettersi in scia) e soprattutto chiunque vorrà collaborare a rendere più chiaro questo mondo a tutti quelli che ci si avvicinano per amore (amatori), per professione (professionisti), per diletto (dilettanti), per curisità (curiosoni) o per supposizioni del medico (supposte).
grazie e buonanuotata

ps antefatto

(Claudio ha detto di ricordarsi di me, anche se l'ho incrociato solo per qualche istante -lui doveva organizzare la sua squadra, io "correre" in piscina- giusto il tempo di dirgli che se a più di 30 anni giro ancora per vasche clorate è anke "colpa" sua!)

antefatto

Giovedì scorso (12.6.08) ci son stati i campionati italiani di nuoto a squadre (serie B).
Io son andato a salutare il mio ex allenatore (l'articolo determinativo non è li a caso).
Un certo Claudio Rossetto noto agli "addetti ai lavori" e probabilmente sconosciuto alla "massa", che però allena (tra gli altri) un certo Magnini Filippo forse il più noto (con merito) dei nuotatori italiani "attuali".
E' da qualche anno (da quando ho inziato a lavorare in questo ambiente) che mi spaccio essere stato allenato e quindi conoscere l'allenatore di "magno", uno degli allenatori che orbitano intorno alla nazionale di nuoto.
Anche se ormai son passati più di 18 anni da quando ho sentito un suo fischio provenire dal bordo vasca (e a dir la verità anche più di 18 kg -per entrambi-) e non sapevo neanche se si sarebbe ricordato del sottoscritto.
Quindi ho deciso che non potevo perdermi l'occasione di salutarlo quantomeno di persona come ringraziamento per aver contribuito a "farmi camminare sulle acque" (occasione rara visto che da qualche anno si è trasferito -lavoro e famiglia- a roma).
Tornato la sera a casa decisi di dedicare un sito alla mia passione: il nuoto.
E questo spazio nella rete è dedicato proprio alle persone che mi hanno trasmesso la passione per il nuoto (i miei genitori in primis), a tutti quelli a cui sono riuscito a trasmetterla, a tutti quelli che mi hanno insegnato qualcosa, a tutti quelli che me ne insegneranno, a tutti quelli a cui ho insegnato qualcosa, a tutti quelli a cui ne insegnerò e comuque a tutti quelli che come me hanno questa passione per questo sport:
lo sport per eccellenza:
IL NUOTO